Da “Le memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar

“LE MEMORIE DI ADRIANO” (gran bel libro, vi consiglio di leggerlo)

“Se un essere solo, anzichè ispirarci tutt’al più irritazione, piacere o noia, ci insegue come una musica e ci tormenta come un problema, se trascorre dagli estremi confini al centro del nostro universo, e infine ci diviene più indispensabile che noi stessi, ecco verificarsi il prodigio sorprendente, nel quale ravviso ben più uno sconfinamento dello spirito nella carne che un mero divertimento di quest’ultima.”


“Accetterò di assimilare l’amore alle gioie puramente fisiche (ammettendo che ce ne siano) quando avrò visto un ghiottone anelare di piacere davanti alla sua pietanza favorita come un innamorato sulla spalla dell’essere amato”


“Confesso che la ragione si smarrisce di fronte al prodigio dell’amore”

“Eravamo d’accordo su ogni cosa. Avevamo entrambi la passione di abbellire indi denudare le nostre anime, di mettere il nostro spirito a prove d’ogni genere. Nessuno mi ha conosciuto quanto lei: l’intimità dei corpi, che non è mai esistita tra noi, è stata compensata da questo contatto di due spiriti intimamente fusi l’un con l’altro”


“Me stesso : questo individuo in compagnia del quale mi toccherà vivere fino all’ultimo giorno”


“Ciascuno di noi ha più qualità di quel che non si creda, ma solo il successo le mette in luce, forse perchè allora ci si aspetta di vederci smettere d’esercitarle. Non manca un barlume di luce neppure nel più opaco degli uomini: un assassino suona il flauto con garbo, un aguzzino che lacera la schiena degli schiavi con le frustate è forse un figlio eccellente, un idiota può essere pronto a dividere con me l’ultimo cantuccio di pane che gli resta, e ce n’è ben pochi, di uomini, a cui non sia possibile insegnare qualcosa a dovere”

“La morale è una convenzione privata; il decoro è una faccenda pubblica: qualsiasi licenza allo scoperto m’ha fatto sempre l’effetto di un’ostentazione di bassa lega”

“Qualsiasi felicità è un capolavoro: il minimo errore la falsa, la minima esitazione la incrina, la minima grossolanità la deturpa, la minima insulsaggine la degrada”


“La morte è penosa, ma anche la vita può esserlo”

“E chi dice morte esprime anche quel mondo misterioso al quale forse per suo mezzo si accede. Dopo tante riflessioni ed esperienze, talvolta condannabili, ignoro ancora quello che accade dietro quella buia cortina. Ma la notte siriaca rappresenta la mia parte consapevole d’immortalità”


“Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo più… cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…”


“L’anima non è dunque che l’espressione suprema del corpo, fragile manifestazione della pena e del piacere di vivere? O, al contrario, è più antica di questo corpo modellato a sua immagine, e che, bene o male, le serve momentaneamente di strumento? La si può richiamare all’interno della carne, si può ristabilire tra l’una e l’altra quell’intimo legame, quella combustione che chiamiamo vita? Se le anime possiedono una loro identità propria, possono scambiarsi, andare da un essere a un altro, come la parte d’un frutto, come un sorso di vino che due amanti si passano in un bacio?


“Tutte le metafore ritrovavano un senso: ho tenuto quel cuore tra le mani”


“Quando si saranno alleviate sempre più le schiavitù inutili, si saranno scongiuratele sventure non necessarie, resterà per sempre, per tenere in esercizio le virtù eroiche dell’uomo, la lunga serie dei mali veri e propri: la morte, la vecchiaia, le malattie inguaribili, l’amore non corrisposto, l’amicizia respinta o tradita, la mediocrità d’una vita meno vasta dei nostri progetti e più opaca dei nostri sogni: tutte le sciagure provocate dalla natura divina delle cose”


“Una parte dei nostri mali dipende dal fatto che troppo uomini sono oltraggiosamente ricchi, o disperatamente poveri”


“Di tutti i piaceri che lentamente mi abbandonano, uno dei più preziosi, e più comuni al tempo stesso, è il sonno. Qui, come in altre cose, il piacere e l’arte consistono nell’abbandonarsi deliberatamente a quest’incoscienza felice, nell’accettare di esser sottilmente più deboli, più pesanti, più leggeri, più vaghi dell’essere nostro”


“Vi sono lavori di brave durata, senza dubbio trascurabili; ma altre occupazioni, che si prolungarono tutta la vita, non hanno maggior significato. Per esempio, nel momento in cui scrivo, mi sembra a malapena essenziale d’esser stato imperatore”


Marguerite Yourcenar – “Le memorie di Adriano”

Da “Le memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenarultima modifica: 2003-07-15T14:29:27+00:00da citazioni
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